News Finanziarie B&S Joint

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  Le informazioni che seguono, fornite dalla B&S Joint Financial Content Provider, sono di carattere generale e non costituiscono una precisa raccomandazione ad investire né sollecitazione al pubblico risparmio.

La Banca Popolare del Lazio non si assume alcuna responsabilità in merito alla loro correttezza o alla loro validità per il singolo investitore.


  Borsa Italia 30.07.2010 Ore 18:15:00
Milanoè stata molto reattiva nel cogliere il cambio di sentiment ma non abbastanza per chiudere sulla parità. In ogni caso i listini presentano regressi decisamente contenuti rispetto al primo pomeriggio quando il clima appariva decisamente compromesso. Ed invece l'All Share e il Ftse Mib hanno riportato perdita rispettivamente dello 0.41% e dello 0.36% imitati dallo Small Cap -0.41% ma non dal Mid Cap -0.74%. Tra i singoli titoli del paniere a maggior capitalizzazione si sono ottimamente comportate Ansaldo +0.65%, Terna +0.71%, Stm +0.72%, Lottomatica +0.80%, Enel +1.01%, Luxottica +1.42% e Exor+1.66% mentre in senso opposto hanno marciato Autogrill -1.50%, Pirelli -2.01%, Fon-Sai -2.09%, Telecom -2.93%, Italcementi -3.01%, Parmalat -3.28% e Bulgari -4.22%. Tra le medie capitalizzate si sono mosse in controtendenza Cementir +1.31%, Sias +1.45%, Landi Renzo +1.53%, Piaggio +1.62%, Igd +1.75%, B.Stabili +1.76% e la stella Zignago +4.87%. Ma a pesare maggiormente sono stati i ribassi riportati da Pirelli RE -2.27%, BP Sondrio -2.32%, Milano Ass -2.61%, Fastweb -2.81%, Gemina -2.94%, Italmobiliare -2.94%, B.co Desio -3.39% e soprattutto Coin -4.23%. (Prossimo aggiornamento: 02-08 ore 09:10 circa)
  Mercati Azionari 30.07.2010 Ore 18:05:00
Gran recupero finale per le borse del Vecchio Continente che sono tendenzialmente riuscite ad azzerare le perdite sulla scia della reazione innescata da Wall Street dopo la pubblicazione degli ultimi dati macro. Al termine della seduta e delle settimana, infatti, Parigi ha perso lo 0.24%, Zurigo lo 0.32% mentre Francoforteè addirittura passata in progresso a +0.22%. Merito, come si diceva, di Wall Street che non ha perso un solo istante per tornare nei pressi della parità dopo la pubblicazione delle positive indicazioni sull'indice Pmi di Chicago e l'indice di fiducia elaborato dall'Università del Michigan. Il primo aggregato è salito a 62,3 punti dai 59,1 di giugno, facendo meglio delle attese che erano per un calo a 56,5 punti. La componente che riguarda l'occupazione è salita a 56,6 punti dai 54,2 di giugno, quando quella sui nuovi ordini è aumentata a 64,6 punti dai 59,1 del mese precedente. Il secondo, invece, è sceso a 67,8 punti a fine luglio dai 76 di giugno ma meglio dei 66,5 punti della rilevazione preliminare di metà mese. In questo modo sono state superate le attese degli analisti, che avevano pronosticato una lettura a 67,2 punti. Presupposti che hanno permesso di allentare la pressione in vendita che, invece, aveva trovato terreno fertile dopo il dato relativo al pil del II trimestre dell'anno in corso. Un dato che, non dimentichiamo, non ha mancato di tanto le aspettative (+2.4%contro un atteso +2.5%) ma è stato fortemente influenzato dalle revisioni dei valori precedenti. Inpositivo per quanto riguarda il I trimestre (da +2.7% a +3.7%) e in negativo su tutti i periodi meno recenti, fino all'inizio del 2007, che sono stati rivisti al ribasso. In particolare, la flessione del Pil nell'intero 2009 è stata corretta a -2,6% dal precedente -2,4%. In ogni caso la sommatoriadi tutto questo sta producendo una appiattimento dei mercati sulla soglia della parità. Staremo a vedere se nella seconda parte della seduta le forze rialziste saranno in grado di produrre un'accelerazione verso l'alto che permetta almeno il recupero di livelli quali i 1.100 punti per l'SP500. Recupero che anche la moneta unica sta compiendo tanto da essere ritornata in area 1.3060 così come il greggio Wti che passa di mano a 78.03 US$/bar. (Prossimo aggiornamento: 02-08 ore 09:10 circa)
  Mercati Obbligazionari 26.07.2010 Ore 13:30:00
L'esame condotto dalla BCE su quasi cento banche europee non ha dipanato tutti i dubbi dei mercati sulla solidità del settore creditizio europeo. L'accoglienza dei risultati è stata inizialmente positiva, avendo evidenziato che solo sette Istituti non hanno passato la prova, tuttavia ancora rumors poco affidabili circolano circa l'affidabilità dei dati trasmessi dalle banche alle autorità, ciononostantesi parla di indiscrezioni. Nel frattempo il quadro macro dell'Euro - Zona vede dati che continuano a migliorare: sono balzati del 3,8% i nuovi ordini all'industria di Eurolandia nel mese di maggio, il PMI composito dell'Area Euro risale a 56,7 punti, sui massimi dell'ultimo trimestre, grazie al miglioramento del settore dei servizi a 56 punti e della manifattura a 56,5 punti. Segnali di indebolimento da parte del Bund che per la terza settimana consecutiva ha aggiornato i minimi intraday. Questa volta, però, la chiusura è avvenuta su questi ultimi disegnando una candela che lascia traspariredebolezza. Come da noi anticipato, il derivato tedesco ha testato diverse volte i livelli dei 129.30 punti per poi imboccare la via cedente nell'ultima seduta. Dall'altra sponda dell'oceano,''le prospettive economiche degli Stati Uniti restano insolitamente incerte e la Fedè pronta a prendere ulteriori misure di sostegno dell'economia se sarà necessario'', queste le parole di Ben Bernanke pronunciate nel corso dell'audizione semestrale alla commissione Bancaria del Senato su economia e politica monetaria. Il numero uno della Fed ha anche detto che gli Stati Uniti dovrebbero mantenere gli stimoli economici nel breve termine e che la banca centrale americana ha al vaglio varie opzioni se saranno necessarie ulteriori misure a sostegno della crescita. Fugace escursus rialzista per il T-Bond che la scorsa settimanaè riuscito a fare una puntata oltre i 128.53 punti. Purtroppo detto sviluppo è stato preso a spunto dalle forze ribassiste per attivare vendite che nelle ultime due sedute hanno fatto arretrare il trentennale abbastanza rapidamente. Pertanto ora l'attenzione torna a puntarsi sui 126.00/125.50 punti dai quali il T-Bond era ripartito appena l'ottava precedente. Questo comporta un rientro all'interno del trading range osservato a partire dal mese di luglio e che sotto i 125.50 punti metterebbe in forze la tendenza osservata negli ultimi tre mesi e mezzo. (Prossimo aggiornamento: 02-08-2010 ore13.00/13:30)
  Valute 30.07.2010 Ore 09:05:00
Moneta unica in lieve calo sul dollaro, ma sempre saldamente sopra la soglia di 1,30 mentre il biglietto verde quota ai minimi da 8 mesi sullo yen. All'orizzonte ci sono timori in vista della pubblicazione del dato sul Pil statunitense del secondo trimestre; dato atteso nel pomeriggio e che, secondo quanto anticipato da Bernanke, dovrebbe mostrare un allentamento. La moneta unica tratta così a 1,3085 dollari (1,3068 ieri e 1,3069 fixing Bce precedente), dopo il nuovo record da 12 settimane toccato ieri a 1,3107. In discesa anche sullo yen che è indicato a 113.19 (113,58 e 113,64) e 1,3620 franchi svizzeri (1,3597 e 1,3660). Dollaro a 86,44 yen (86,89), 1,0414 franchi (1,0406) e 1,56136 per un pound (1,5587). Tra gli altri appuntamenti macroeconomici non possiamo tralasciare gli indici dei prezzi alla produzione e al consumo in Italia, il tasso di disoccupazione in Europa e il costo della vita sempre in Eurolandia. Nel pomeriggio, dopo le rilevazioni sul Pil, focus sull'indicePmi di Chicago e la fiducia dei consumatori misurata dall'Università del Michigan. (Prossimo aggiornamento: 02-08 ore 09.00)





































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