News Finanziarie B&S Joint

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  Le informazioni che seguono, fornite dalla B&S Joint Financial Content Provider, sono di carattere generale e non costituiscono una precisa raccomandazione ad investire né sollecitazione al pubblico risparmio.

La Banca Popolare del Lazio non si assume alcuna responsabilità in merito alla loro correttezza o alla loro validità per il singolo investitore.


  Borsa Italia 15.03.2010 Ore 18:10:00
Decisamente compromesso lo scenario di casa nostra rispetto alla precedente rilevazione di metà pomeriggio. Dal quasi invariato, infatti, siamo passato a regressi nell'ordine degli 0.8 punti percentuali sull'All Share -0.79% e sul Ftse Mib -0.85% mentre hanno tenuto meglio il campo il Mid Cap -0.48% e lo Small Cap soprattutto -0.23%. Tra i titoli a maggior flottante in sensibile ribasso hanno archiviato la prima seduta settimanale Atlantia -1.03%, Mps -1.19%, B.co Popolare -1.79%, Buzzi -1.51%, BP Milano -1.42%, Cir -1.66%, Exor -1.18%, Fon-Sai -1.22%, Mediobanca -1.48%, Mediolanum -1.10%, Mediaset -1.78%, Pirelli -1.39%, Prysmian -1.16%, Telecom -1.57%, Ubi Banca -1.54%, Unicredit -1.80%, Unipol -1.93% e Tenaris -2.44%. I pochi segni positivi si sono ristretti a Terna +0.71%, Snam +1.10%, Parmalat +0.58%, Bulgari +2.12%, Campari +2.03% e Impregilo che ha svettato a +3.57%. Tra le medie capitalizzate, invece, hanno ben performato Marr +1.39%, Coin +1.43%, Pirelli Re +1.69%, Recordati +2.16%, Save +2.97%, Dea Capital +3.04%, Diasorin +3.41%, Sorin +3.61% e Brembo soprattutto che è salita a +4.62% dopo la pubblicazione dei dati di bilancio. Purtroppo hanno avuto maggior peso i ribassi riportati da Hera -1.46%, Rcs -1.61%, Fastweb -1.70%, Espresso -2.03%, Amplifon -2.12%, Azimut -2.17%, Trevi -2.34%, Piaggio -2.69% e Engineering -2.70%. (Prossimo aggiornamento: 16-03 ore 09.10 circa).
  Mercati Azionari 15.03.2010 Ore 18:00:00
Ulteriore peggioramento finale per le borse europee che hanno ceduto alle vendite in scia alla debolezza di Wall Street. La pizza statunitense, infatti, nonè stata in grado di cambiare registro scivolando anche oltre il mezzo punto di regresso. Livello che al momento solo il Nasdaq -0.73% ha ben superato. L'SP500 -0.48% e soprattutto il Dow Jones -0.20% stanno reggendo meglio anche se le vendite sembrano comunque mantenere il controllo della situazione. Purtroppo i dati macro diffusi a più riprese non hanno sortito gli effetti sperati. In particolare hanno deluso i flussi netti di capitale che a gennaio sono crollati a 19,1 miliardi di dollari dai precedenti 63 miliardi. In chiaro-scuro è risultato il primo aggregato della giornata ovvero l'indice Empire Manufacturing della Fed di New York che è sceso a 22,86 pt dai 24,91 di febbraio ma ha riportato incoraggianti indicazioni relativamente agli altri sub-indici tra i quali spiccano i rialzi di quelli relativi all'andamento delle spedizioni (a 28,58 punti da 15,14), delle commesse non evase (a 16,05 da 11,11) e della media lavorativa settimanale (a 12,35 da 8,33). Costante negativa, invece, l'indice previsionale dell'occupazione per i prossimi sei mesi, arretrato a 17,28 punti da 27,78. Infine la nota lieta relativa alla produzione industriale che in febbraio risulta cresciuta dello0.1%. Ma tanto non è bastato per evitare il segno negativo e soprattutto la ricaduta sui mercati del Vecchio Continente. Tra questi il conto più salato l'ha pagato Parigi -0.93% seguita da Francoforte -0.70% e da Londra -0.57%. Decisamente sugli scudi, invece, Zurigo che ha ceduto frazioni di punto percentuale (-0.17%). In forte arretramento anche la moneta unica che ha abbandonato quota 1.3710 per piombare a 1.3640. Al momento alcune ricoperture la stanno riconducendo a 1.3663. Nessun rimbalzo, invece, per il greggio Wti che arretra quasi del 2% sui 79.60 US$/bar. (Prossimo aggiornamento:16-03 ore 09.10 circa).
  Mercati Obbligazionari 15.03.2010 Ore 11:30:00
Ripresa moderata, tassi adeguati e crescita disoccupazione possibile ma più lenta. Questi sono i temi del 2010 che si prospettaun anno a un ritmo di crescita complessivamente moderata per l'area Euroè destinata a procedere in modo discontinuo. E'quanto si legge nel bollettino mensile della Bce in un contesto economico''caratterizzato da una perdurante incertezza e con''l'attuale livello dei tassi d'interesse che continua a essere adeguato. La Bce rileva come stiano incidendo vari fattori straordinari fra i quali le condizioni meteorologiche avverse che hanno colpito determinate regioni dell'area Euro nel primo trimestre 2010 rendendo volatili i dati trimestrali mentre per il futuro il Consiglio direttivo si attende una moderata crescita del PIL a causa della frenata degli investimenti e dei consumi moderati, sulla scia delle deboli prospettive del mercato del lavoro. La Bce afferma inoltre che la stabilità dei prezzi sarà preservata a medio termine e che la disoccupazione potrebbe continuare a crescere nei prossimi mesi seppur a un ritmo minore rispetto a quello osservato nel 2009. Per aunto concerne l'altra sponda dell'oceano, i treasuries vacillano sul dato del budget - deficit. Nel mese di febbraio il budget-deficit americano siè attestato a -220,9 Bln $, contro i -222 Bln $ attesi ed a +14,0% y/y rispetto ai 193,85 Bln $ di febbraio 2009. Il deficit USA di febbraio oltre che essere il più gravoso dei febbraio di tutti i tempi è il record negativo di sempre.''L'amministrazione-Obama ha il suo lavoro da fare nel tagliare il deficit; i numeri del budget-deficit sono sinceramente paurosi; il deficitè causato non soltanto dalla spesa pubblica più alta, ma anche dal gettito che sta patendo una monumentale ubriacatura da recessione'', ha detto Chris Rupkey, chief financial economist a Bank of Tokyo Mitsubishi UFJ Ltd in New York. (Prossimo aggiornamento: 22/03/2010)
  Valute 15.03.2010 Ore 09:00:00
Discreto avvio di settimana per l'Euro che resta poco mosso sui mercati valutari dove gli investitori attendono ormai gli esiti dei meeting di politica monetaria della Federal Reserve e della Bank of Japan, attesi nella seduta di mercoledì. Al momento l'euro vale 1,3752 dollari (1,3757 venerdì in chiusura), 124,61 yen (124,83), 1,4562 franchi svizzeri (1,4575) e 0,9056 sterline (0,9061). Dollaro a 90,65 yen (90,73), 1,0581 sfr (1,0586) e 1,5180 per un pound (1,5192). Sul fronte macroeconomico, però, l'agenda si presenta già molto interessante visto che nel primo pomeriggio dagli Usa verranno diffuse le rilevazioni sull'indice Empire State Manifacturing, sugli acquisti netti di attività finanziarie di lungo periodo e sulla produzione industriale. Attenzione all'orario di pubblicazione che per oggi e tutto il resto della settimana sarà anticipato rispetto al solito in quanto gli Usa sono già passati all'orario legale. (Prossimo aggiornamento: 16-03 ore 09.00)





































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